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Energia marina: una valida alternativa al nucleare

L'Enea è già all'opera per individuare le acque che produrrebbero più energia

idrogeologia - 20 giugno 2011

La rinuncia al nucleare ormai è decisa, con conseguente impulso per la ricerca di nuove fonti energetiche. Fra queste emerge la possibilità, anche per l’Italia, di attingere da onde e maree, così affermano i principali esperti in idrogeologia italiani durante un convegno organizzato dall’Enea nei giorni scorsi.

Proprio l’Enea sta usufruendo da alcuni mesi di un fondo di 500 mila euro, fornito dal ministero dello Sviluppo Economico, per una mappatura completa delle acque del Mediterraneo più ricche a livello energetico.

Le stime indicano la possibilità, in Italia, di ottenere l’energia equivalente a quella prodotta da una centrale nucleare, installando dispositivi su 533 km di strutture costiere esistenti come porti o dighe; le coste italiane, inoltre, hanno un potenziale pari a 16 impianti Epr

A livello mondiale, la ricerca ha calcolato che le potenzialità del mare oscillano tra i 20 mila e i 90 mila terawattora all’anno.

Per quanto riguarda il nostro Paese, indietro nella produzione energetica d’avanguardia, si dovrebbe dare impulso agli studi, visto che l’Italia è circondata da acque in cui correnti come la Levantina offrirebbero grandi risorse.

C.C.

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