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Dissesto idrogeologico: il vertice dei geologi

Al tavolo tecnico proposto dal Cng si e' parlato delle cause di innesco e delle iniziative per evitare, o almeno limitare, i danni

idrogeologia - 23 novembre 2011

Alluvioni e frane continuano a mettere a nudo le fragilità del territorio italiano. Dalla Liguria alla Toscana, dall’Abruzzo al Veneto, dalla Campania alla Calabria, dalla Sicilia al resto d’Italia emerge sempre più la necessità di cambiare rotta. È da questi presupposti che il Consiglio Nazionale dei Geologi ha riunito a La Spezia un tavolo tecnico al quale hanno partecipato i rappresentanti degli ordini regionali dei geologi di Liguria e Toscana, dei dipartimenti di Protezione Civile Nazionale e della Liguria e il presidente della Provincia de La Spezia, Marino Fiasella.

Durante l’incontro, che si è svolto venerdì scorso, sono state esaminate le cause di innesco dei dissesti idrogeologici e si è discusso delle iniziative da porre in atto per evitare, o almeno limitare, in futuro, il ripetersi di eventi come quelli degli ultimi giorni. Il messaggio che parte del vertice tecnico riguarda la necessità di preparare il territorio a saper e poter sopportare eventi climatici improvvisi e violenti.

Occorre snellire le norme procedurali per la manutenzione dei corsi d’acqua – ha dichiarato Michele Orifici, presidente della Commissione Protezione Civile del Cng – creare, ovvero potenziare, i servizi geologici in tutte le regioni, istituire i presidi territoriali geomorfologici  e idraulici, assicurare fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria per la difesa del suolo, avviare una politica di rilancio dell’agricoltura. Queste le proposte per una legge organica del territorio”.

Contestualmente il tavolo tecnico si è soffermato sugli aspetti riguardanti la pianificazione di protezione civile comunale e intercomunale rilevando, nell’ottica della salvaguardia della popolazione e di una corretta gestione del territorio, l’importanza della valutazione in dettaglio dei rischi idrogeologici, dell’individuazione e attuazione di misure preventive per la loro mitigazione, dell’informazione dei rischi incombenti, dei sistemi di allertamento e dei comportamenti da tenere in caso di allarme.

“Il Consiglio Nazionale dei Geologi, da tempo, ha avviato una interlocuzione con i Dipartimenti di Protezione Civile – ha concluso Orifici -, allo scopo di formare delle professionalità che in situazioni di rischio idrogeologico possano intervenire, con adeguata competenza, sia preventivamente sia nelle fasi emergenziali. In tal senso, ringraziando tra l’altro tutti i geologi che volontariamente stanno supportando le strutture di protezione civile, è stata ribadita la volontà di continuare con efficacia questa azione sinergica verso una diversa gestione del territorio”.

O.O.

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