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Clini: occorre un piano straordinario per la sicurezza del territorio

Le dichiarazioni del ministro dell'Ambiente, al termine di una riunione svoltasi a Genova

Community news - 28 novembre 2011

"La nostra intenzione è quella di preparare rapidamente un piano straordinario per la sicurezza del territorio nel nostro Paese che abbia l'obiettivo di mettere in sicurezza dalle emergenze ma anche di creare le infrastrutture per un rischio sostenibile del territorio". 

Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al termine della riunione con il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando ed altri rappresentanti delle istituzioni locali che si è svolto oggi a Genova.

Bisogna aggiornare la mappa della vulnerabilità - Non si tratta di realizzare una nuova mappa delle zone a rischio ma - ha sottolineato Clini - di aggiornare la mappa della vulnerabilità del nostro territorio rispetto ad eventi climatici estremi, avendo presente che la serie storica degli eventi ai quali stiamo assistendo negli ultimi 20 anni suggerisce che si sta passando da un regime climatico ad un altro e che il nuovo regime climatico assomiglia molto agli scenari preparati dal panel intergovernativo sui cambiamenti climatici che prevedono per il nostro Paese e per la regione del Mediterraneo un aumento degli eventi estremi.

In particolare, secondo il ministro dell'Ambiente, "il nuovo regime climatico assomiglia molto agli scenari preparati dal pannel intergovernativo sui cambiamenti climatici che prevedono, per il nostro paese e per la regione del Mediterraneo, da un lato un aumento dei periodi di siccita', soprattutto nel centro sud del nostro paese e nelle isole, e, dall'altro, una forte intensificazione di eventi climatici estremi, in particolare piogge, con le caratteristiche che abbiamo potuto gia' vedere in queste settimane in Liguria, Sicilia, Calabria e altre regioni italiane.

Per questo - ha aggiunto Clini - dobbiamo sapere che il nostro territorio, per essere protetto, deve adeguarsi a questi nuovi scenari e, per farlo, c'e' bisogno di avere infrastrutture adeguate, ad esempio le reti fognarie o i bacini idrici. Poi, naturalmente, l'adeguamento o adattamento ai cambiamenti climatici richiede anche norme diverse per l'uso del territorio e, quindi, procedure innovative di autorizzazione agli insediamenti abitativi e produttivi, in particolare per evitare che si mettano a rischio vite umane e attivita' economiche in zone che potrebbero essere pericolose".

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