Gli anomali fenomeni acustici che si avvertono da tempo nella zona intorno a Val Lapisina e Fadalto, nel comune di Vittorio Veneto, hanno richiesto l’intervento dei sismologi dell'Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - Dipartimento Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) –, che da alcuni giorni è impegnato nell’installazione di apparecchiature sismometriche mobili e nelle attività di rilevamento dei boati.
"A partire del 26 gennaio a oggi, i ricercatori del CRS - spiega Paolo Comelli, direttore del Dipartimento - hanno installato una rete di 5 sismografi che serviranno a integrare la rete sismometrica fissa del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Finora non sono stati rilevati eventi sismici significativi, o anomale variazioni di sismicità nella zona. Nelle giornate di mercoledì 12 gennaio e domenica 23 gennaio sono stati registrati due piccoli terremoti, assolutamente nella norma per la zona".
Il monitoraggio intanto prosegue. In questi giorni sono in corso di acquisizione i primi dati, le cui elaborazioni sono già iniziate, dando origine alle prime ipotesi. Come è noto, nell’area a cavallo tra le province di Treviso e Belluno, dal 10 al 24 gennaio sono stati segnalati circa 42 eventi acustici, i boati, e per 6 dei quali si è registrata una corrispondenza con forme anche deboli di segnale sismico.
Due dei casi di boato corrispondono ai terremoti del 12 e 23 gennaio 2011. In generale, però, si è sempre trattato di fenomeni sismici molto deboli e di difficile interpretazione. Per tale motivo si è deciso di ricorrere a una rete mobile di supporto.
"Si tratta di stabilire se i boati sono collegati a qualche forma di segnale sismico o meno - afferma Dario Slejko, sismologo di OGS -, di individuare il luogo di origine del movimento sismico e studiarne la forza in termini di magnitudo ed energia. Se non individueremo alcun collegamento tra gli eventi acustici e gli spettri sismici si dovrà iniziare a indagare altrove".
Al momento, dunque, pare che i boati di Fadalto abbiano poco a che vedere con i fenomeni sismici. Solo in un caso, appunto, tra il 22 e il 23 gennaio, c'è stata una parziale coincidenza fra le scosse registrate e i fenomeni acustici: troppo poco per parlare di sisma.
Un’ipotesi al momento al vaglio degli esperti collega i boati a cedimenti sotterranei provocati dalle falde e dalle sorgenti, numerose in zona. Questa teoria è emersa anche nel corso dell’incontro tra le autorità comunali dell'area interessata e la Protezione Civile, che si è svolto a Venezia martedì scorso. L'ipotesi più plausibile, secondo i ricercatori, collega gli eventi acustici che si avvertono da alcune settimane a spostamenti di masse d'acqua sotterranee, alterate nel loro volume in modo piuttosto rapido dalle precipitazioni dell'autunno scorso.
Un’altra riunione tecnica è stata promossa dalla Regione Veneto per lunedì prossimo, 7 febbraio, nella sede della Protezione Civile. “Siamo molto attenti a questi eventi sin dal loro primo manifestarsi circa un mese fa - hanno ricordato gli assessori all'ambiente Maurizio Conte e alla protezione civile Daniele Stival - ma a tutt'oggi non vi sono certezze sulla loro origine, che taluni riconducono ad attività sismica, a fenomeni gravitativi, a eventi connessi al carsismo o altro”.
di O.O.
gil
08 febbraio 2011 alle 15:17:25
Fenomeni simili sono stati registrati negli scorsi anni lungo la Val Borlezza-Lago d'Iseo (Bergamo) e sono stati ricondotti a crolli in cavità carsiche, causate evoluzione dei processi carsici ed ad occasionali fenomeni simici.