«Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. (...) In tempi posteriori (...), essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte (...) tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve».
Ecco cosa raccontava Platone. Ecco il mito di quella terra, chiamata Atlantide. Per anni si era pensato che le sue rovine si trovassero nelle profondità dell'Oceano Atlantico, a ovest dell'Africa, in una sorta di mondo di mezzo fra Europa e America. Sbagliato.
Pare che Atlantide sia realmente esistita ma le rovine si troverebbero a nord di Cadice, in Spagna. Il professor Richard Freund dell’Università di Hartford in Connecticut, a capo delle ricerche, spiega che “questo è il potere di uno tsunami, può trascinare via la terra in un raggio di 100 chilometri, e questo è quello che accadde ad Atlantide”.
Il gruppo di ricerca ha utilizzato foto satellitari per individuare la zona dell’oceano Atlantico in cui si troverebbe la città sommersa. Dopo di che ha effettuato un sopralluogo con l’auto di tecnologie di alto fondale, mappature digitali e radar. “Abbiamo trovato qualcosa che nessun alto ha mai visto prima che aggiunge credibilità ai nostri rilevamenti soprattutto da un punto di vista archeologico” continua il professore, secondo cui gli abitanti di Atlantide sopravvissuti al disastro avrebbero costruito altre città. La città si trova appena fuori dallo stretto di Gibilterra, nella regione atlantica, e la sua origine si fa risalire a ben 4.000 anni fa. Nella vasta area paludosa del parco Dona Ana, uno dei più ampi degli Stati d’Europa, nel delta del grande fiume Guadalquivir. Attraverso il controllo incrociato dei dati forniti da un radar di terra, una mappa digitale del territorio e la più moderna tecnologia sottomarina.
Inoltre, i ricercatori ritengono che la loro teoria sostiene la scoperta effettuata dalla stessa squadra nella Spagna centrale, di una anomala serie di tracce di altre città, che sembrano riferirsi all’edificazione di “città del ricordo”. Queste città, cioè, sarebbero state costruite secondo il prototipo di Atlantide quando gli abitanti sopravvissuti furono costretti a spostarsi più a nord e più all’interno del paese.
Freund sostiene che gli tsunami nella regione sono stati documentati da secoli, con uno dei più grandi accaduto nel novembre 1755, quando Lisbona fu colpita da un’onda alta 10 piani e ha inoltre detto: ''Abbiamo trovato qualcosa che nessun altro ha mai visto prima, che gli dà un livello di credibilità, soprattutto per l’archeologia, che ha un senso molto più profondo". Niente di più vero.