Si svolge in questi giorni nel Comune di Nicolosi, alle falde dell’Etna, l’ottava edizione della Scuola Internazionale di Vulcanologia organizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) insieme con l'Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV), e col patrocinio dal Parco dell'Etna e del Gruppo Nazionale di Petrografia (GNP). Presenti all’evento esperti da tutto il mondo in ambito vulcanologico.
Il tema trattato quest'anno riguarda le eruzioni a carattere esplosivo e il titolo dell’evento è: ''Explosive basaltic volcanism: the case studies of Mt. Etna and Hyblean plateau''. Si parlerà di attività esplosiva nei vulcani basaltici, in grado di liberare gradualmente i gas contenuti, permettendo così alla lava di fuoriuscire tranquillamente sotto forma di colate.
Questi stessi vulcani, qualche volta, in seguito a particolari processi, generano delle vere e proprie esplosioni, tipiche di sistemi nei quali i gas imprigionati esercitano forti pressioni e si liberano violentemente, provocando una vera e propria esplosione. Vulcani, così ritenuti “tranquilli”, possono trasformarsi in potenziali distruttori.
L'attenzione sarà concentyrata su due vulcani nostrani: l'Etna e il plateau ibleo (settore sud-orientale della Sicilia), per capire e approfondire le cause principali di generazione di un esplosione vulcanica: la composizione del magma, la dinamica di risalita nel condotto vulcanico, lo stile eruttivo e l'interazione tra acqua e magma.
di G.G.