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Al via l'Operazione Fiumi 2011

La campagna nazionale itinerante per la mitigazione del rischio idrogeologico

ambiente - 13 ottobre 2011

Operazione fiumi è una campagna nazionale itinerante di monitoraggio, prevenzione ed informazione per la mitigazione del rischio idrogeologico, realizzata nell’ambito del progetto Ecosistema rischio 2011, di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile.

Quest'anno giunge alla nona edizione e il progetto viaggerà lungo il territorio italiano facendo sei tappe in altrettante regioni, nelle zone a più alto rischio di frane e alluvioni, distribuite nel seguente calendario:

•    10, 11 e 12 ottobre – Liguria – Genova, Sestri Ponente -  rio Molinassi 

•    13, 14 e 15 ottobre – Veneto – Vicenza - fiume Bacchiglione
•    16, 17 e 18 ottobre – Umbria – Perugia -  fiume Tevere 

•    20, 21 e 22 ottobre – Marche – Ancona, Pedaso (FM) -  fiume Aso
•    24, 25 e 26 ottobre – Campania – Eboli, Napoli - fiume Sele

•    28, 29 e 30 ottobre – Sicilia – Palermo -  fiume Oreto

La mitigazione del rischio idrogeologico è divenuta questione prioritaria e urgente: è sufficiente pensare che nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio di frane e alluvioni. 


“Riteniamo che la tutela del territorio sia elemento di strategica importanza per la mitigazione del rischio – spiega Rossella Muroni, Direttrice generale di Legambiente -. Anche quest’anno, la nostra campagna “Operazione fiumi”, che ha inizio proprio il giorno seguente la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo, si propone di diffondere consapevolezza e informazione sulla fragilità di tante zone della Penisola. È dare maggiore spazio alla problematica del dissesto idrogeologico nell’agenda delle priorità nazionali. Sono necessarie e non più rimandabili politiche finalizzate alla prevenzione che vedano agire di concerto le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, per mettere in atto una corretta pianificazione del territorio e fermare il consumo di suolo che nel nostro Paese aumenta di 500 chilometri quadrati all’anno“.

A.U.

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