In Germania sorgerà una nuova centrale geotermica da 2 MW. L’impianto denominato Genesys, impiegherà un pozzo profondo 2,5 miglia per la sperimentazione di un innovativo meccanismo per lo sfruttamento dell’energia del sottosuolo.
Le centrali geotermiche utilizzano il calore della terra per estrarre energia rinnovabile, i giacimenti di questa energia sono però dispersi e a profondità così elevate da impedirne spesso lo sfruttamento. Per estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è dunque necessario individuare le zone dove questo si è concentrato: il serbatoio o giacimento geotermico.
In Germania vi sono già tre centrali, e la zona di Hannover nella bassa Sassonia secondo gli scienziati è il luogo ideale per l’implementazione del nuovo impianto.
Le ragioni per cui le centrali geotermiche non sono largamente diffuse riguardano i loro costi: le trivellazioni sono economicamente piuttosto onerose e non incoraggiano gli investitori, ma un gruppo di scienziati che lavorano per un’agenzia del Governo tedesco ha trovato un nuovo sistema di pompaggio che ha ridotto notevolmente i costi.
Il nuovo progetto presenta un’innovazione fondamentale: non sarà, infatti, necessario scavare due pozzi, uno nel quale viene pompata dell’acqua e uno di risalita del vapore bollente, ma questo nuovo sistema permetterà di scavare un solo pozzo e di istallare una sola pompa.
“La struttura geologica – ha dichiarato Michael Kosinowski il geologo responsabile di Genesys – come quella di Hannover si può trovare in una vasta area che si estende da est a ovest, dalla Polonia alla Gran Bretagna e da nord a sud, dalla Danimarca fino alla parte settentrionale del monte Harz”.
L’innovativo sistema di approvvigionamento permetterà la riduzione dei costi del 50%: serviranno 13 milioni di dollari, con un guadagno che, nei venticinque anni di vita dell’impianto, dovrebbe garantire alla società investitrice un risparmio sul riscaldamento di circa ventuno milioni.