Il campo gravitazionale terrestre non ha affatto una forma sferica ma piuttosto una forma irregolare e bitorzoluta. Questa è la conclusione a cui si è giunti nel corso del primo anno della missione GOCE, (Gravity field and Steady-State Ocean Explorer).
Goce è appunto un satellite sviluppato dall'Agenzia Spaziale Europea per analizzare le variazioni del campo gravitazionale terrestre. La sua misurazione permetterà di migliorare la comprensione della circolazione delle correnti oceaniche il cui andamento è fondamentale per comprendere l'andamento del clima terrestre.
Ma non solo. Goce ha permesso di ottenere un primo “modello” di gravità terrestre (una sua rappresentazione a livello globale) che ha permesso di delineare con precisione il geoide terrestre, cioè la forma che avrebbe il nostro pianeta con gli oceani (e le masse d’acqua in generale), a riposo ossia in assenza di correnti, maree o altro.
“Il modello, in cui la Terra appare come una sorta di “patata” con dei bozzi, ha la sua importanza, ad esempio, nelle costruzioni ingegneristiche su larga scala, perché riesce a definire con esattezza l’orizzontale ed è quindi importante per le varie fasi delle opere edili” spiega Danilo Muzi, responsabile programma Earth Explorers dell’ESA.
”I dati di GOCE - continua Muzi - sono interessanti perché possono essere usati in molti altri campi, come l’oceanografia, la geodesia, la sismologia o la vulcanologia. Per esempio, nella vulcanologia, la densità del materiale all’interno del pianeta è legata alla gravità misurata in quella zona, che dunque può dare un buon indizio della falda magmatica. In sismologia, come ulteriore esempio, gli spostamenti delle placche sono collegati alle discontinuità, alle anomalie del campo gravitazionale terrestre a cavallo delle faglie”. La missione proseguirà fino ad aprile 2011, ma alla fine di quest’anno si potrebbe decidere di estendere la sua operatività.