Continua ancora a far discutere la frana che lo scorso 11 marzo si è abbattuta nella zona di Montaguto. I geologi pugliesi lanciano l’allarme sulla situazione del territorio: 1150 frane presenti e oltre il 20% del territorio regionale è a rischio alluvioni. Montaguto e le recenti mareggiate sarebbero solo una conseguenza della situazione in cui versa la Regione. La frana ha, infatti, evidenziato la fragilità geomorfologica del territorio del Subappennino Dauno: il 100% dei Comuni di quell’area presenta situazioni di rischio frana che interessano, frequentemente, proprio gli ambiti comunali edificati.
Dalle perimetrazioni delle aree a rischio idrogeologico, redatte dell’Autorità di Bacino della Puglia nell’ambito del Piano di Assetto Idrogeologico, risulta che oltre il 23% del territorio regionale è classificato come a rischio frane, con assoluta prevalenza di tale rischio nella provincia di Foggia; oltre il 20% del territorio regionale è classificato come a rischio alluvioni, con prevalenza di tale rischio nella Daunia e nel Salento (Le-Br-Ta) ma con significativa presenza anche nel Barese.
“Senza dimenticare che la Puglia è una regione dove il rischio Sinkhole ovvero il rischio di sprofondamenti per collasso di cavità è molto presente, ed interessa spesso le aree urbane”. Secondo i Geologi non c’è alcun bisogno di nuovi piani o di interventi “straordinari” (a parte Montaguto): da anni, infatti, sono stati approvati i Piani di assetto idrogeologico allo scopo di difendere il territorio dagli eventi alluvionali; quello che manca sono i fondi per sostenerli.
I geologi propongono l'istituzione di ''presidi geologici territoriali per affrontare i molteplici rischi idrogeologici in Puglia, come strumento più efficace per affrontare i molteplici rischi idrogeologici con ottica preventiva.