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Progettazione antisismica e innovazione

Ricercatori italiani e cileni insieme per lo sviluppo di nuove tecnologie antisismiche

geotecnica - 05 marzo 2010

Il Cile, territorio ad elevatissimo rischio sismico, è anche il paese più all’avanguardia in America Latina nel settore della progettazione antisismica innovativa ed annovera diverse realizzazioni di edifici e ponti protetti da sistemi d’isolamento sismico e dissipativi.

E sul tema dello sviluppo e dell’applicazione delle moderne tecnologie antisismiche è sempre stata molto attiva la collaborazione fra Italia e Cile. Circa un anno fa si è concluso il Progetto MAR VASTO, un esempio rilevante della collaborazione tra ricercatori ENEA e studiosi cileni, centrato sull'analisi dei rischi derivanti da terremoti, maremoti e frane nella città di Valparaíso, località "fragile" dal punto di vista della conformazione geofisica, proclamata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, colpita anch’essa, sia pur marginalmente, dal terremoto che ha sconvolto il Cile.

Il progetto, che ha visto la partecipazione di Università italiane e cilene, è stato coordinato dall’ing. Maurizio Indirli della Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti dell’ENEA.

Fra i principali risultati del progetto: la realizzazione di database digitale e georeferenziato (su base GIS) per la città di Valparaíso che raccoglie le informazioni esistenti riguardo il rischio da catastrofi naturali (terremoti, tsunami, frane) e antropiche (incendi); la valutazione di vulnerabilità e proposte per interventi di conservazione e rinforzo antisismico per tre importanti chiese monumentali di Valparaiso (La Matríz, San Francisco del Baron, Las Hermanas de la Divina Providencia); un’analisi architettonico-urbanistica e di valutazione della vulnerabilità per un’area pilota del Cerro Cordillera, parzialmente all’interno della zona UNESCO (circa 230 edifici); la realizzazione di linee guida per futuri interventi di pianificazione urbana e mitigazione del rischio.

L’applicazione delle moderne tecnologie antisismiche ai Beni Culturali costituisce quindi un’importante opportunità. Le autorità cilene hanno comunicato ufficialmente durante la conferenza finale del progetto "MAR VASTO" (settembre 2008), l’intenzione di mettere a disposizione fondi specifici per effettuare un intervento di urgenza per  la storica chiesa di San Francisco del Baron che è stata ì identificata come soggetta a rischio di collasso parziale (facciata e torre campanaria) in caso di terremoto medio - grande. Tali dichiarazioni hanno dato il via a riunioni tecniche miste di esperti cileni e italiani, per affrontare le questioni relative alla metodologia, cui seguiranno prossimamente le procedure per l’attuazione del progetto di emergenza per la storica chiesa.

La collaborazione di esperti cileni con l’ENEA e il GLIS (Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico, ora Isolamento e altre Strategie di Progettazione Antisismica), risale al 1989 e si è andata rafforzando grazie alla collaborazione di esperti e ricercatori cileni di origine italiana sullo sviluppo e l’applicazione dei moderni sistemi antisismici: i proff. Rodolfo Saragoni Huerta e Maria Ofelia Moroni dell’Università del Cile di Santiago. In questi anni si sono tenuti significativi seminari e conferenze internazionali sull’isolamento sismico che hanno visto una partecipazione di primo piano degli esperti ENEA, ed in particolare del prof. Alessandro Martelli (responsabile della Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti dell’ENEA e presidente del GLIS).

Ai proff. Saragoni e Moroni, che nel 2001 fondarono ad Assisi l’Anti-Seismic Systems International Society (ASSISi) assieme al prof. Martelli (primo presidente di tale associazione) e a esperti di numerosi altri paesi, si devono importanti realizzazioni dell’isolamento sismico a edifici in Cile. Gli edifici con l’isolamento sismico situati nell’area interessata dal recente terremoto risultano essersi ottimamente comportati. Particolarmente rilevante è il caso di due edifici gemelli di ben sei piani a Santiago, uno con fondazioni convenzionali e l’altro protetto da isolatori sismici in gomma, analoghi a quelli largamente utilizzati in Italia: a livello del tetto, mentre l’accelerazione orizzontale dell’edificio convenzionale ha addirittura superato 1 g (cioè il valore dell’accelerazione di gravità), quella dell’edificio isolato è risultata inferiore all’accelerazione del terreno.

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