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Nucleare: il Governo dà il via alla scelta dei siti

Ci sono già i nomi dei luoghi che ospiteranno le centrali, la scelta su criteri ambientali e tecnici

lavori pubblici - 05 febbraio 2010

Non tenendo conto dell'opposizione di gran parte delle Regioni,  il Governo procede dando il via libera alla scelta dei siti che dovranno ospitare le centrali nucleari.

 Il decreto legislativo varato dal Governo contiene le procedure per l'autorizzazione unica per la localizzazione, la costruzione, l'esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, con le relative misure compensative, e disciplina le procedure per la localizzazione, costruzione ed esercizio di un Parco tecnologico comprensivo di un Deposito nazionale destinato allo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, con le relative misure compensative.

Sono presi in considerazione criteri ambientali e tecnici. Le caratteristiche ambientali riguardano popolazione e fattori socio-economici, risorse idriche, fattori meteorologici, suolo e geologia, valore paesaggistico, valore architettonico-storico, accessibilità. Rispetto alla prima versione del decreto non si fa più riferimento alla “qualità' dell'aria”.

Per requisiti tecnici si intendono le caratteristiche relative alla sismo-tettonica, alla distanza da aree abitate, alla geotecnica, e alla disponibilità di adeguate risorse per il sistema di raffreddamento della tipologia di impianti ammessa, oltre alla strategicità dell'area per il sistema energetico e alle caratteristiche della rete elettrica e ai rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante.

Fra i nomi che puntualmente ritornano, ci sono quelli già scelti per i precedenti impianti poi chiusi in seguito al referendum del 1987. Di recente i Verdi, in base a informazioni del movimento ecologista francese, hanno confermato: Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma di Montechiaro (Agrigento), Monfalcone (Gorizia) e Chioggia (Venezia). Mentre l'ex centrale del Garigliano (tra Latina e Caserta) ospiterà il deposito nazionale per le scorie radioattive, come si ricava dal bando di gara della Sogin del 2009.

sul canale lavori pubblici

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aldocannavo 11 febbraio 2010 alle 23:51:56

Il governo stà partendo col piede sbagliato per due motivi:
1) Dovrebbe prima fare un nuovo referendum popolare per annullare democraticamente il vecchio referendum che ha rifiutato il nucleare.
2) Deve pure prima trovare dove sistemare in " sicurezza " le scorie radioattive delle vecchie centrali e di quelle che farà.

ziotom2006

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