L’articolo 25 del Dl liberalizzazioni preoccupa le associazioni ambientaliste che scrivono una lettera al Presidente Monti che porta la firma di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia.
Secondo le associazioni, l’articolo 25 consentirebbe di realizzare tutte le opere connesse allo smantellamento di tutti i siti nucleari italiani, a cominciare da Trino Vercellese e Saluggia, in deroga alle procedure ordinarie.
“Questa norma – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza – appare assurdamente pericolosa perché cancellerebbe l’obbligo di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste per tutte le nuove infrastrutture e sarebbe fortemente antidemocratica perché toglierebbe il diritto di intervento al riguardo ai cittadini e agli Enti locali coinvolti”.
L'Italia ha ancora un'eredità radioattiva irrisolta, ricordano i tre presidenti nella missiva per il Presidente del consiglio, che consiste nelle scorie prodotte fino alla fine degli anni Ottanta dalle centrali nucleari, in quelle che stiamo producendo con lo smantellamento in corso degli impianti gestito dalla società Sogin, che si aggiungono a quelli a media e bassa attività che produciamo ogni giorno nel settore medico, industriale o della ricerca.
Per affrontare in modo sicuro e definitivo questo problema è fondamentale garantire la massima trasparenza nell'iter, il pieno rispetto delle procedure ordinarie previste dalle leggi dello Stato e la più ampia partecipazione degli enti locali, delle categorie produttive e delle popolazioni interessate dalla localizzazione di depositi temporanei o di quello nazionale previsto per lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, condizioni che verrebbero meno con l'articolo del decreto pubblicato oggi.
“L'Italia deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente, partecipato e democratico”, scrivono Wwf, Greenpeace e Legambiente che concludono la lettera augurandosi che l'esecutivo possa cancellare l'articolo in questione.
O.O.