Agrinews - www.agrinews.info Architetto - www.architetto.info Chimici - www.chimici.info Edilone - www.edilone.it Geometra - www.geometra.info Ingegneri - www.ingegneri.info Mixdesign - www.mixdesign.it Periti - www.periti.info Tecnici - www.tecnici.it Teknosearch - www.teknosearch.it

  homepage/ News / Professione / Monitoraggio sismico non più compito dell’Ingv?

Monitoraggio sismico non più compito dell’Ingv?

Una bozza di decreto trasferirebbe alla Protezione Civile le funzioni di sorveglianza sismica del territorio

professione - 27 novembre 2009

Il monitoraggio dell'attività sismica in Italia è, e deve restare, prerogativa dell’ Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia. Questo è quanto ribadito con forza dai ricercatori.

Una bozza di decreto legge prevede, infatti, il trasferimento alla Protezione Civile dell'attività di monitoraggio sismico, le funzioni di sorveglianza sismica del territorio nazionale e di coordinamento delle reti sismiche, fino a oggi di competenza dell'Ingv.

 Uno dei punti fondamentali della ricerca moderna è quello di associare l'attività di monitoraggio dati di elevata qualità, è stato sottolineato in una conferenza stampa, tenuta ieri, presso la sede dell’Ingv. Non può esistere progresso nell'area scientifica e in campo sismologico se quotidianamente non si tengono sotto controllo e si studiano i movimenti della terra, piccoli e grandi. I dati sono uno strumento fondamentale per promuovere ricerca di livello superiore.

“Il connubio tra ricerca scientifica e monitoraggio – si legge in una nota dell’Ingv - è una condizione irrinunciabile per lo sviluppo efficace dei sistemi di rilevazione dei fenomeni fisici e per l'avanzamento della conoscenza sui processi che avvengono all'interno della Terra. Una rete di osservazione (es. sismica, geodetica, etc.) ha bisogno di essere continuamente controllata e migliorata, così come i dati prodotti devono essere continuamente validati ed utilizzati dai ricercatori".

A questo proposito, la volontà della Commissione europea è proprio quella di promuovere e favorire una integrazione delle infrastrutture di ricerca a livello paneuropeo fra tutti gli Stati membri. Questa integrazione è necessaria - è stato detto - sia per integrare, distribuire dati di alta qualità ad una più estesa massa di utenti, sia per raggiungere un livello di autenticazione, verifica e validazione della qualità dei dati e dei servizi ad essi associati.

Per poter competere con USA, Giappone, India, Cina l’Europa deve superare le difficoltà causate dalla frammentazione dei percorsi effettuati dai diversi Stati. Per aumentare il livello di competitività, l'indicazione che viene da Bruxelles è quella di integrare le infrastrutture di ricerca a livello paneuropeo. Questo progetto per le infrastrutture di ricerca della scienza della Terra solida e in particolare in sismologia viene coordinato dall'Italia, per l'appunto dall'Ingv.

Il MIUR ha assegnato all’Ingv l’incarico di coordinare la ricerca in Italia a cui partecipano Enti di ricerca e altre importanti università, come per esempio l'Universita' di Napoli, l'OGS, il CNR, l'Universita' di Trieste.

“Il ruolo di coordinamento dell'Ingv deriva - è stato ricordato in conferenza stampa - dalla sua esperienza e dalla pluriennale gestione di grandi reti, osservatori e laboratori di ricerca sia sul territorio nazionale che nel bacino Euro-Mediterraneo. E separare una rete di monitoraggio dalla ricerca, limitandone l'uso alla sola sorveglianza, sarebbe un gravissimo errore e una palese anomalia a livello mondiale che porterebbe in breve tempo al collasso qualitativo di entrambe le attività ".

sul canale professione

Commenta questo articolo

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login