Un violento sisma, di magnitudo 5.9, ha scosso la Turchia centro-orientale causando 51 morti e circa 70 feriti. L'epicentro è stato localizzato nella parte sudorientale del paese, circa 40km a sudovest di Bingol, dove sono presenti alcuni centri abitati piuttosto vulnerabili.
Il terremoto si è originato ad una profondità ipocentrale modesta (tra 5 e 10 km secondo gli Istituti turchi e l'US Geological Survey). Per questo motivo è stato fortemente risentito e ha causato molti danni. Al momento sono state registrate numerose scosse successive, la maggiore delle quali di M5.5 alle 07:47 UTC.
Il sisma si è originato su una faglia trascorrente nel settore orientale del paese, dove il processo scatenante è la spinta del blocco arabico verso nord, che determina una zona di convergenza e lo spostamento verso ovest del blocco anatolico. Nella stessa regione si erano verificati terremoti più forti di quello di oggi nel 2003 (Mw 6.4) e nel 1971 (M 6.8), che avevano colpito duramente la città di Bingol, causando in totale oltre mille vittime.
Il Paese è fra le regioni simicamente più attive del mondo, essendo ubicata al margine tra due placche e attraversata da numerosi sistemi di faglie attive. Tra questi, i più noti sono quello della Faglia Nord-Anatolica, una faglia trascorrente destra che attraversa in senso Est-Ovest tutto il paese, separando il blocco anatolico a sud da quello del Mar Nero a nord e quello della Faglia Est-Anatolica, più a sudest, che accomoda con un movimento laterale sinistro la spinta della placca arabica. La spinta di quest'ultima, insieme a quelle della placca africana a ovest e di quella indiana a est, ha determinato la formazione della catena alpina-himalayana ed è la causa dei frequenti terremoti della regione.