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In pericolo vita nell'Artico

Greenpeace: il fragile ecosistema del Polo si può salvare con una moratoria per attività industriali e pesca

ambiente - 15 luglio 2010

L'Oceano Artico è minacciato in misura sempre maggiore dalle attività industriali, tra cui la pesca e le esplorazioni per idrocarburi liquidi e gassosi, che stanno mettendo a rischio gli incredibili habitat polari, ancor prima che possano essere studiati che aggravano gli effetti del cambiamento climatico che è causa di scioglimento dei ghiacci e dell’acidificazione delle acque.

Questo è l’allarme lanciato da Greenpeace alla conclusione della spedizione "Arctic Under Pressure". In due mesi di navigazione tra i ghiacci artici, a bordo della nave Esperanza, sono stati documentati con immagini uniche un ambiente polare ancora selvaggio e incontaminato che rischia di scomparire.

Durante la spedizione, infatti, sono stati studiati i problemi che minacciano il fragile ecosistema dell'Oceano Artico. L'incredibile vita marina dei fondali a nord delle Isole Svalbard, ricchi di coralli molli, anemoni di mare e tunicati, potrebbe essere distrutta dall'espandersi della pesca a strascico.

Allo stesso tempo gli scienziati dell'istituto di ricerca tedesco IFM-GEOMAR a bordo hanno studiato con ricerche all'avanguardia gli effetti dell'acidificazione delle acque, a causa dell'assorbimento di CO2 da parte degli oceani.

Nel territorio di Kongsfjord è stato simulato un aumento di C02 (dai 390 ppm di oggi ai 1250 ppm attesi per la metà del prossimo secolo) all'interno di nove contenitori – mesocosmi – isolando una colonna d'acqua alta 17 metri, con c.a. 40 metri cubi di volume.

Grazie a questo esperimento, non solo è stata raccolta una mole impressionante di nuovi dati rispetto agli impatti dell'acidificazione sulle acque artiche e il loro preciso impatto sulla base della catena alimentare, con possibili implicazioni per l'intero ecosistema.

Il collasso di specie ittiche, quali il merluzzo dell'Oceano Atlantico o la devastazione causata dal disastro del Golfo del Messico devono insegnarci qualcosa. Dobbiamo imparare dal passato e proteggere l'Oceano Artico, dalla doppia minaccia del cambiamento climatico e dello sfruttamento delle risorse.

Greenpeace auspica più severi da parte dei Governi e una moratoria internazionale sulle attività industriali nell'area. L'Artico non può più aspettare!

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