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Dall'Ue un accordo per la tutela delle zone costiere del Mediterraneo

Definita dal Consiglio europeo una bozza per la salvaguardia dei litorali

ambiente - 24 febbraio 2010

Garantire lo sviluppo sostenibile delle zone costiere del Mediterraneo, aree soggette a un’enorme pressione ambientale. Sono questi i contenuti e gli obiettivi della bozza di decisione propedeutica all'adozione del protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere predisposta dal Consiglio europeo. Le zone costiere mediterranee subiscono un'intensa urbanizzazione, che comporta una perdita graduale di zone naturali e di biodiversità, erosione e inondazioni che colpiscono le zone costiere basse. Tutti fattori ulteriormente aggravati dalla pressione e demografica urbana nei litorali e nelle pianure alluvionali.

Si tratta di uno stato di crisi che minaccia di peggiorare a causa del raddoppio dei flussi turistici, dalla crescita dei trasporti e dall'incremento dell'edificazione che entro il 2025 potrebbe interessare quasi il 50% dei litorali, rispetto al 40% nel 2000. Secondo l'Ue si tratta di problemi che devono essere affrontati con un approccio più concertato e integrato così come vuole la Convenzione di Barcellona che impone alle parti contraenti di promuovere la gestione integrata del litorale, tenendo conto della tutela delle aree di interesse ecologico e paesaggistico e dell'uso razionale delle risorse naturali.

I negoziati per l'adozione del protocollo sono iniziati nel 2006 e hanno portato alla sua adozione del protocollo il 21 gennaio 2008 a Madrid in occasione della Conferenza dei plenipotenziari. Il protocollo è stato approvato a nome della Comunità europea, con riserva di successiva conclusione. Tutti gli Stati membri dell'Ue che sono parti contraenti della Convenzione di Barcellona lo hanno già sottoscritto, fatta eccezione per Cipro. Ora le parti contraenti sono invitate a ratificare il protocollo affinché possa entrare in vigore quanto prima possibile.

Si tratta di un accordo quadro che prevede un'ampia gamma di misure che dovranno essere attuate a diversi livelli dell'amministrazione, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. E che conferisce l’incarico agli Stati membri di decidere soprattutto sulle misure di salvaguardia per la conservazione dell'integrità degli ecosistemi, dei paesaggi e della geomorfologia del litorale; e sull'eventuale istituzione di zone soggette a divieto edilizio.

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