In Italia vi sono 27 geologi ogni 100.000 abitanti: in Olanda, sono quasi il doppio. Al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, lavorano 103 dipendenti: uno solo è un geologo. In 30 anni sono stati spesi in Italia oltre 100 miliardi per le emergenze: ne bastavano 45 per mettere in sicurezza il territorio. I geologi italiani sono preoccupati, arrabbiati e denunciano: "Lo Stato sembra non aver bisogno di noi. Da 50 anni si preferisce rincorrere l'emergenza, chiamare i tecnici ma il giorno dopo: politicamente è più conveniente".
Riuniti a Genova, i presidenti degli ordini regionali dei geologi sono scesi in campo per rivendicare un maggior coinvolgimento nella pubblica amministrazione per prevenire i disastri. "Da Sarno, a Messina, a Maierato, in 10 anni nel nostro paese non è cambiato nulla" afferma il presidente dell'ordine della Liguria Giuliano Antonielli che ha fatto gli onori di casa. Provocatoriamente, al termine dei lavori, è stato quindi approvato lo stesso documento presentato il 26 novembre scorso a Scaletta Zanclea, in Sicilia.
La superficie nazionale interessata da rischi idrogeologici legati a frane e alluvioni sono pari al 7% del totale, si legge nel documento, ovvero oltre 21 mila chilometri. I comuni a rischio di alluvioni e frane sono ben oltre 5.500, il 70% del totale. Vi sono regioni come la Calabria, l'Umbria, la Valle d'Aosta, in cui il 100% dei comuni è a rischio, ed altre come la Lombardia, la Toscana e le Marche, in cui i comuni a rischio sono compresi tra il 98 e il 99%. Domenico Calcaterra dell'Università di Napoli, snocciola dati: "In Italia sono state censite 480 mila frane. è un problema che affligge tutte le regioni: in pole position c'è la Lombardia con 130 mila frane, segue l'Emilia Romagna con 70 mila, a seguire tutte le altre".
Un dato, fra i tanti emersi nel convegno: in 20 anni, dal 1989 al 2009, la Calabria ha avuto come dotazione ordinaria circa 320 milioni di euro. Per un'unica emergenza tra quelle ultime, dallo Stato ne sono stati erogati 420. "La Calabria è una regione giovane dal punto di vista geologico e dunque predisposta a tali problematiche ed è tra le regioni d'Europa a maggiore rischio di dissesto e sismico. Il 100% dei comuni calabresi è a rischio" spiega il presidente dell'ordine calabrese Francesco Violo. "Si continua nella politica dei tagli ai fondi destinati alla difesa del suolo - sottolinea il presidente della Campania Francesco Russo - senza attuare una politica di prevenzione".
Dalla Sicilia, la richiesta di un'agenzia del territorio. "Per i rifiuti è stata creata una struttura di emergenza - afferma il presidente dell'ordine siciliano Graziano Gianvito - perché non è possibile avere una struttura per il territorio senza l'emergenza? In Sicilia, chi si occupa della difesa del suolo è un gruppo di lavoratori precari". Dal Sud al Nord, la situazione è la stessa: "Il dipartimento del suolo ha un solo dipendente di professione geologo e il servizio cave è stato affidato ad un laureato in scienze politiche" denuncia il presidente dell'ordine veneto Paolo Spagna.
Fonte: Ansa, 26 febbraio 2010