"Facciamo prevalere la cultura della prevenzione civile su quella dell'emergenza" riferisce il presidente dell'Associazione, Massimo Gargano che ha precisato come il piano proposto sia frutto di un monitoraggio svolto sul territorio e come sia possibile reperire l'investimento necessario "anche attraverso una proiezione quindicennale dell'impegno di spesa, che potrebbe realizzarsi mediante mutui".
"Un investimento consistente ma che è appena un quinto della spesa sostenuta per tamponare i danni delle catastrofi idrogeologiche verificatesi nel decennio 1994-2004 (20.946 milioni di euro)" sottolinea il presidente. E in un Paese che ha un territorio fragile, con il 68,6% dei Comuni in aree classificate ad alto rischio idrogeologico secondo dati del ministero dell'Ambiente, "la tutela ed il risanamento idrogeologici, tramite la prevenzione costituiscono - ha detto il presidente dell'Anbi - priorità strategiche per garantire al Paese le condizioni indispensabili per la ripresa economica. Tuttavia, tali obiettivi sono conseguibili solo se uniti alla lotta all'abusivismo edilizio, all'osservanza delle regole sull'uso del suolo".
Ecco cosa prevede il piano: lavori di adeguamento e ristrutturazione dei torrenti e delle rogge, con ripristino delle sponde dei canali; lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento del reticolo idraulico di bonifica, delle centrali idrovore e degli argini; interventi di manutenzione del reticolo idraulico a difesa dei centri abitatati; opere di contenimento delle piene; adeguamento delle infrastrutture idrauliche al territorio urbanizzato; lavori di stabilizzazione delle pendici collinari e montani.
aldocannavo 20 aprile 2010 alle 23:44:18
Finalmente si parla di prevenzione. Meglio tardi che mai.
aldocannavo 20 aprile 2010 alle 23:41:50
Con quattro milioni di euro non si spossono sistemare molti siti a rischio idrogeologico,a meno che non si impieghi un nuovo sistema molto economico,che posso descrivere a chi ne sia interessato.
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